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Come Fare il Majoun, A.K.A. Marmellata Marocchina di Hashish

Il Marocco ha prodotto alcuni dei migliori hashish del mondo per migliaia di anni. Non dovrebbe quindi sorprenderci che lo usino anche in cucina! Ecco una classica ricetta dal tocco psicoattivo.

Il Majoun, anche conosciuto come Marmellata Marocchina di Hashish, è una ricetta tradizionale di oltre 1.000 anni fa, ancora oggi utilizzata per produrre alcune delle più buone e potenti prelibatezze. Se siete fumatori “old-school”, avrete sicuramente sentito parlare delle sue qualità. Per ridare vita a questo grande classico, vi proponiamo una ricetta con cui riscoprire un pezzo di storia delle caramelle all’hashish.

INGREDIENTI

Ingredienti per il Majoun:

  • ½ tazza di miele
  • ¾ di tazza di burro non salato
  • 1g, o più, di hashish (a seconda della potenza che si vuole ottenere dalle palle)
  • 85g di pistacchi, sgusciati
  • 85g di fichi
  • 85g di anacardi
  • 110g di datteri
  • 110g di mandorle
  • 2 cucchiai di farina normale
  • 1 cucchiaino di sale

Miscela di spezie:

  • 1 cucchiaino di zenzero in polvere
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere
  • 1 cucchiaino di noce moscata in polvere
  • 1 cucchiaino di anice in polvere

ISTRUZIONI

1. Preriscaldate il forno a 120°C e cuocete insieme hashish e burro per 30 minuti, in una teglia da forno.

2. Mentre l’hashish e il burro sono in cottura, macinate tutti i frutti secchi. Generalmente, un frullatore può essere d’aiuto.

3. Una volta sminuzzati, mettetene da parte ¼, da usare come rivestimento in un secondo momento.

4. Sminuzzate anche tutti gli altri ingredienti, come i fichi e i datteri, eliminando qualsiasi rametto o nocciolo.

5. Mettete insieme tutte le spezie per creare una miscela e mettetela da parte.

6. Prendete l’hashish e il burro dal forno e versate il composto in una pentola.

7. Posizionate la pentola a fuoco basso ed aggiungete la farina, Sbattete energicamente la farina con il burro all’hashish in modo da amalgamare tutto uniformemente. Mantenete la cottura per altri 5 minuti, mescolando continuamente.

8. Ritirate la miscela dal fuoco e mettetela da parte.

9. In una ciotola di grandi dimensioni, unite tutti gli altri ingredienti, tra cui la miscela di spezie. Una volta fatto, aggiungete anche il burro disciolto e caldo. Aiutandovi con le mani, impastate il tutto fino ad ottenere una miscela omogenea e compatta. L’impasto dovrebbe assumere una consistenza densa e molto piacevole al tatto.

10. Se, invece, l’impasto dovesse rimanere un po’ liquido, riponetelo in frigorifero dai 30 minuti all’ora, in modo da addensarlo.

11. Quindi, prendete circa 2 cucchiai di impasto ed impastatelo tra le mani fino ad ottenere una palla. Ora, passate quest’ultima nella ciotola con i frutti secchi macinati messi precedentemente da parte, rivestendo uniformemente tutta la superficie.

12. Una volta fatte tutte le palle di Majoun marocchino, riponetele in un contenitore a chiusura ermetica e riponete il tutto in frigorifero.

Facile, no?! È una semplice ricetta che chiunque può fare. Una volta completato tutto il processo, potrete dire di avere tra le mani un po’ della più succulenta storia della Cannabis, pronta per provocare i suoi effetti sotto forma di delizioso spuntino. La quantità di hashish da aggiungere la decidete voi, a seconda delle vostre esigenze. Sentitevi quindi liberi di sperimentare, questi sono i vantaggi di usare Cannabis in cucina. Ricordatevi che gli “edible” di Cannabis possono richiedere dai 45 ai 90 minuti per fare effetto, per cui non abusatene.

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Dal campo al guardaroba: ecco i maglioni in pura canapa di Opera Campi

“Dopo due anni di lavoro e centinaia di Maglioncini colorati di Canapa consegnati, siamo tornati al punto di partenza”. Sono le parole con cui i ragazzi di Opera Campi raccontano il loro nuovo progetto che li ha portati al punto zero: tornare a produrre maglioni.

E se Zero è appunto il nome del nuovo prodotto, i nuovi maglioni sono completamente differenti da quelli prodotti due anni fa.

“Niente tinture, 100% Canapa, il primo prodotto con un impatto ambientale positivo, zero etichette fastidiose” sottolineano infatti nel raccontare il nuovo capo, lanciato su Kickstarter, con una nuova campagna.

“Non è una novità tecnologica, ma una novità di concetto“, spiegano i ragazzi che da anni si dedicano al mondo della canapa tessile sottolineando che: “Il Maglioncino Zero è infatti un prodotto di lusso nella manifattura e nella presentazione, ma povero nel processo: niente etichette ma soprattutto niente tintura, preservando il colore naturale della canapa”.

Questa povertà è cruciale nel rendere questo nuovo prodotto “carbon negative”: e cioè il fatto che nel suo ciclo produttivo assorbe più CO2 rispetto a quanta ne produce. Questo è possibile per due principali motivi:
– il fatto che la canapa assorbe in media 1,63 kg di CO2 per Kg coltivato. Per ogni maglioncino sono necessari 4 kg di “paglia di canapa” almeno. La Canapa è l’unica fibra ad avere un potere così elevato di assorbimento CO2.
– La tintura è uno dei processi più impattanti, eliminandolo abbiamo mantenuto un colore bellissimo e naturale, evitando sostanze chimiche e bagni “caldi” necessari per la tintura, anche se questa fosse stata ecologica.

Niente coloranti, pesticidi, o etichette, solo pura canapa.

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Nel Latte materno sono presenti i cannabinoidi come quelli della Marijuana

Importanti studi scientifici del 2004 , pubblicati sulla rivista “European Journal of Pharmacology”, hanno reso noto che il latte materno in natura contiene i cannabinoidi della marijuana vitali per lo sviluppo umano.
Il ThC ( tetraidrocannabinolo), uno dei principali cannabinoidi tra gli oltre 80 presenti nella marijuana, viene elaborato da un sistema di proteine complesso chiamati ricettori cannabinoidi . A protezione delle nostre cellule, da virus , batteri, cancro e tumori maligni in genere , vengono attivate le membrane cellulari del nostro corpo dotate in natura dei ricettori cannabinoidi.

Gli endocannabinoidi , dei lipidi neuro modulatori , stimolano l’appetito dei neonati e aiutano il desiderio del processo di suzione . Senza la presenza di questi cannabinoidi , i neonati non saprebbero mangiare e non avrebbero il desiderio di farlo, causando danni irreversibili di vasta portata . In un prossimo futuro lo studio e le applicazioni dei cannabinoidi specialmente in pediatria, potrebbero avere un futuro molto promettente.

Il nostro sistema immunitario è dotato di due tipi di ricettori cannabinoidi , il CB1 presente nel cervello, ed il CB2 presente nel sistema immunitario ed in tutto il corpo . Questo presuppone che in nostro corpo è costruito per i cannabinoidi, sia derivati dalla marijuana negli adulti , che da latte materno nei bambini.

Nel 2006 altri studi effettuati sui cannabinoidi , rivelano che gli stessi hanno la capacità di regolare un perfetto metabolismo energetico , l’appetito, il trattamento della sclerosi multipla e della fibrosi cistica, dimostrando ancora una volta l’utilità dei cannabinoidi per la cura e la prevenzione di molte malattie .

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Differenza tra cannabis indica e sativa

Esiste una differenza tra cannabis indica e sativa, e si tratta di una differenza che coinvolge diversi aspetti della pianta, inerenti all’origine geografica, al periodo di fioritura e agli effetti positivi che queste differenti varietà di cannabisdonano ai loro consumatori.

La storia della cannabis è piuttosto complessa: alcuni scienziati ne hanno constatato la presenza di tracce nelle mummie ritrovate in Perù nel 1500 d.c., mentre in Americala pianta è arrivata dopo Colombo, e in Europa, sempre verso il 1500 fu introdotta da alcune tribù nomadi originarie dell’Asia centrale, fino ad arrivare in Africa nel 1700 d.c. tramite alcuni commercianti arabi.

Quando la cannabis venne identificata nel 1750 da Carlo Linneo, un botanico svedese, questo credeva che in natura esistesse un solo genere monotipico, e lo chiamò Cannabis sativa L., ma nel 1785 arrivò la scoperta di un’altra variante di cannabis, ovvero la cannabis indica, identificata e così chiamata dal botanico francese Jean-Baptiste Lamarck.

Le Origini di Indica e Sativa

Le origini di indica e sativasono differenti, poiché le due varianti di cannabis sono nate in regioni tropicali diverse.

La cannabis sativa è nata nelle foreste pluviali di zone molto calde ed umide, come Thailandia, Cambogia, America Centrale, Colombia, Messico e Brasile; poi tra gli anni ’60 e ’70 si narra (senza alcuna certezza) che alcune varietà autoctone di cannabis sativadelle Hawaii furono lavorate in California, da parte dei cosiddetti Haze Brothers e dei The Skunkman. Questi ultimi la portarono poi in Europa, dopo aver sperimentato alcuni incroci da cui nacque la genetica Haze.

Le origini della cannabis indica sono invece localizzate Afghanistan, in Pakistan, in India e in altre zone mediorientali molto calde ed umide; il nome indica deriva dal nome India: è stato qui che furono trovate le prime varietà indica da parte degli occidentali.

Le differenze tra le due piante di cannabis, sativa e indica,riguardano non solo le loro origini, ma anche le caratteristiche di crescita e gli effetti che le piante innescano nel consumatore.

È comunque risaputo che indica e sativa hanno proprietà benefiche sia dal punto di vista fisico che psicologico, a tal punto che in passato, nelle zone tropicali dove la cannabis è nata ed è stata scoperta, veniva considerata come una valida fonte di ispirazione per la propria spiritualità. (altro…)

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