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Canapa

Metodi di coltivazione della Cannabis

Esistono più metodi di coltivazione della Cannabis, andiamo a vedere come si suddividono.

Tutti i metodi di coltivazione richiedono molto lavoro e attenzione ai minimi particolari, scegliendone uno piuttosto che un altro non ridurremo la difficoltà, ma per ognuno saranno diversi gli errori da non commettere.

Perciò la scelta non ricadrà su un metodo più semplice o uno più difficile, la cosa fondamentale sarà la conoscenza delle tecniche e la fattibilità per ciascun caso specifico.

Metodo di coltivazione indoor

Come Coltivare Cannabis in Indoor?Avremo bisogno di uno spazio chiuso nel quale non passi la luce solare nè artificiale, questo per evitare di creare stress e problemi alla pianta durante la fase notturna.

Questo metodo consente di coltivare una o più piante all’interno di un ambiente chiuso che potrebbe essere una grow box oppure una stanza qualsiasi.

Sarà fondamentale l’uso di prodotti appositi per la germinazione per la fase di crescita e della fioritura delle nostre piante.

Anche la scelta dell’illuminazione sarà importante, infatti le lampade sono di diversa tipologia e la scelta della lampada influirà di certo sul raccolto finale.

Fondamentale è la scelta delle giuste attrezzature e seguire passo passo tutte le indicazioni è pertanto consigliabile una guida apposita per l’utilizzo dei prodotti e il montaggio delle lampade.

Metodo di coltivazione outdoor

Come coltivare Cannabis in outdoor?Spazio aperto e pieno sole è la parola chiave di questa metodologia, terreno fertile e giusta irrigazione saranno fondamentali per rese più che soddisfacenti.

E’ importante la scelta della genetica in quanto alcune varietà potrebbero dimostrarsi più forti e quindi più produttive nelle coltivazioni outdoor.

Bisogna fare molta più attenzione a funghi e parassiti in quanto all’esterno sarà probabile incappare in una di queste problematiche.

La prevenzione attraverso l’uso dei giusti prodotti influirà di molto sulla qualità delle vostre infiorescenze di Cannabis.

Metodo di coltivazione greenhouse

Come coltivare Cannabis in greenhouse? Siete pronti ad acquistare una grande serra e creare un ambiente adatto alla crescita delle vostre piante di Canapa?

Si può dire che la tecnica di coltivazione in greenhouse è una specie di connubio fra il metodo outdoor e quella indoor

Coltivare in greenhouse vuol dire apprezzare i punti di forza di entrambe le colture poichè le piante usufruiranno della protezione dalle intemperie grazie alle serre ma anche della luce solare esterna.

Sono in molti a considerare questo metodo come il futuro della Cannabis light in Italia.

Metodo di coltivazione idroponica

Come coltivare Cannabis in idroponica? Una scelta dispendiosa e piuttosto complicata da gestire ma sicuramente fra le migliori in termini di qualità finale delle infiorescenze.

Innanzitutto precisiamo che tutte le coltivazioni in idroponica hanno bisogno di una stanza simile a quelle necessarie per la coltivazione indoor.

Bisogna dividere due tipologie di coltivazione in idroponica:

  • Con le radici nel substrato:  ovvero miscele di perlite, sabbia, argilla espansa, che viene inumidito e irrigato con acqua e sostanze nutritive.
  • Con le radici fuori dal substrato: dove le radici delle piante sono immerse nel flusso della soluzione nutritiva (composta da acqua e sostanze disciolte).

Per semplificare, possiamo dire che l’idroponica è la coltivazione delle piante di Cannabis fuori dal suolo, ossia senza terra e grazie all’acqua.

All’interno dell’acqua vengono disciolte sostanze nutritive per far crescere le piante più velocemente e in salute, per semplificare possiamo dire che si tratta della cotivazione delle piante in acqua.

Quale fra questi Metodi di coltivazione della Cannabis scegliere?

La scelta è personale, è importante valutare al meglio il proprio potenziale inteso come disponibilità economichee di luogo in cui iniziare la coltivazione.

Ricordarsi sempre che la coltivazione di Cannabis è illegale in Italia perciò se si è appassionati di questa pianta il nostro consiglio è di coltivare solo infiorescenze di Cannabis light provenienti da sementi certificate e che mantengano il principio attivo THC al di sotto dello 0,5%.

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Dal campo al guardaroba: ecco i maglioni in pura canapa di Opera Campi

“Dopo due anni di lavoro e centinaia di Maglioncini colorati di Canapa consegnati, siamo tornati al punto di partenza”. Sono le parole con cui i ragazzi di Opera Campi raccontano il loro nuovo progetto che li ha portati al punto zero: tornare a produrre maglioni.

E se Zero è appunto il nome del nuovo prodotto, i nuovi maglioni sono completamente differenti da quelli prodotti due anni fa.

“Niente tinture, 100% Canapa, il primo prodotto con un impatto ambientale positivo, zero etichette fastidiose” sottolineano infatti nel raccontare il nuovo capo, lanciato su Kickstarter, con una nuova campagna.

“Non è una novità tecnologica, ma una novità di concetto“, spiegano i ragazzi che da anni si dedicano al mondo della canapa tessile sottolineando che: “Il Maglioncino Zero è infatti un prodotto di lusso nella manifattura e nella presentazione, ma povero nel processo: niente etichette ma soprattutto niente tintura, preservando il colore naturale della canapa”.

Questa povertà è cruciale nel rendere questo nuovo prodotto “carbon negative”: e cioè il fatto che nel suo ciclo produttivo assorbe più CO2 rispetto a quanta ne produce. Questo è possibile per due principali motivi:
– il fatto che la canapa assorbe in media 1,63 kg di CO2 per Kg coltivato. Per ogni maglioncino sono necessari 4 kg di “paglia di canapa” almeno. La Canapa è l’unica fibra ad avere un potere così elevato di assorbimento CO2.
– La tintura è uno dei processi più impattanti, eliminandolo abbiamo mantenuto un colore bellissimo e naturale, evitando sostanze chimiche e bagni “caldi” necessari per la tintura, anche se questa fosse stata ecologica.

Niente coloranti, pesticidi, o etichette, solo pura canapa.

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Nel Latte materno sono presenti i cannabinoidi come quelli della Marijuana

Importanti studi scientifici del 2004 , pubblicati sulla rivista “European Journal of Pharmacology”, hanno reso noto che il latte materno in natura contiene i cannabinoidi della marijuana vitali per lo sviluppo umano.
Il ThC ( tetraidrocannabinolo), uno dei principali cannabinoidi tra gli oltre 80 presenti nella marijuana, viene elaborato da un sistema di proteine complesso chiamati ricettori cannabinoidi . A protezione delle nostre cellule, da virus , batteri, cancro e tumori maligni in genere , vengono attivate le membrane cellulari del nostro corpo dotate in natura dei ricettori cannabinoidi.

Gli endocannabinoidi , dei lipidi neuro modulatori , stimolano l’appetito dei neonati e aiutano il desiderio del processo di suzione . Senza la presenza di questi cannabinoidi , i neonati non saprebbero mangiare e non avrebbero il desiderio di farlo, causando danni irreversibili di vasta portata . In un prossimo futuro lo studio e le applicazioni dei cannabinoidi specialmente in pediatria, potrebbero avere un futuro molto promettente.

Il nostro sistema immunitario è dotato di due tipi di ricettori cannabinoidi , il CB1 presente nel cervello, ed il CB2 presente nel sistema immunitario ed in tutto il corpo . Questo presuppone che in nostro corpo è costruito per i cannabinoidi, sia derivati dalla marijuana negli adulti , che da latte materno nei bambini.

Nel 2006 altri studi effettuati sui cannabinoidi , rivelano che gli stessi hanno la capacità di regolare un perfetto metabolismo energetico , l’appetito, il trattamento della sclerosi multipla e della fibrosi cistica, dimostrando ancora una volta l’utilità dei cannabinoidi per la cura e la prevenzione di molte malattie .

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Canapa

Differenza tra cannabis indica e sativa

Esiste una differenza tra cannabis indica e sativa, e si tratta di una differenza che coinvolge diversi aspetti della pianta, inerenti all’origine geografica, al periodo di fioritura e agli effetti positivi che queste differenti varietà di cannabisdonano ai loro consumatori.

La storia della cannabis è piuttosto complessa: alcuni scienziati ne hanno constatato la presenza di tracce nelle mummie ritrovate in Perù nel 1500 d.c., mentre in Americala pianta è arrivata dopo Colombo, e in Europa, sempre verso il 1500 fu introdotta da alcune tribù nomadi originarie dell’Asia centrale, fino ad arrivare in Africa nel 1700 d.c. tramite alcuni commercianti arabi.

Quando la cannabis venne identificata nel 1750 da Carlo Linneo, un botanico svedese, questo credeva che in natura esistesse un solo genere monotipico, e lo chiamò Cannabis sativa L., ma nel 1785 arrivò la scoperta di un’altra variante di cannabis, ovvero la cannabis indica, identificata e così chiamata dal botanico francese Jean-Baptiste Lamarck.

Le Origini di Indica e Sativa

Le origini di indica e sativasono differenti, poiché le due varianti di cannabis sono nate in regioni tropicali diverse.

La cannabis sativa è nata nelle foreste pluviali di zone molto calde ed umide, come Thailandia, Cambogia, America Centrale, Colombia, Messico e Brasile; poi tra gli anni ’60 e ’70 si narra (senza alcuna certezza) che alcune varietà autoctone di cannabis sativadelle Hawaii furono lavorate in California, da parte dei cosiddetti Haze Brothers e dei The Skunkman. Questi ultimi la portarono poi in Europa, dopo aver sperimentato alcuni incroci da cui nacque la genetica Haze.

Le origini della cannabis indica sono invece localizzate Afghanistan, in Pakistan, in India e in altre zone mediorientali molto calde ed umide; il nome indica deriva dal nome India: è stato qui che furono trovate le prime varietà indica da parte degli occidentali.

Le differenze tra le due piante di cannabis, sativa e indica,riguardano non solo le loro origini, ma anche le caratteristiche di crescita e gli effetti che le piante innescano nel consumatore.

È comunque risaputo che indica e sativa hanno proprietà benefiche sia dal punto di vista fisico che psicologico, a tal punto che in passato, nelle zone tropicali dove la cannabis è nata ed è stata scoperta, veniva considerata come una valida fonte di ispirazione per la propria spiritualità. (altro…)

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